Anno 2003

In un’annata poco felice per il Carnevale veneziano, la Calza allestisce un suo programma «totalmente autonomo, autogestito e autoprodotto», intitolato all’Eros. Una delle novità più importanti è la presenza di un maestro dell’erotismo come il pittore Massimo Zuppelli, docente a Brera, che dipinge dal vivo durante il festival di poesia erotica che continua a dare scandalo: tra i vincitori c’è infatti un’assistente di «Mani Pulite» della Procura di Milano. La Calza organizza due mostre, una di quadri, l’altra di foto, riprende il Trionfo della morte, che poi esporta in Trentino, a Villalagarina, e chiama l’artista Angel Orensanz con le sue sfere giganti per il Trionfo dell’Amore. Organizza anche la serata «Bacari e alcol» e la tradizionale «Asta degli innamorati», poi torna a Berlino con «La fuga di Casanova» e inventa la singolare asta «Basta con queste anticaglie» in cui mette all’incanto la canottiera di Bossi e la calzamaglia di Berlusconi.

2003 - Autonomo, autogestito e autoprodotto

Tempi di magra per Venezia, Carnevali sempre meno Carnevali e sempre più mediocri. Ma non per la Compagnia de Calza, che, «forte dei suoi venti e passa anni ininterrotti di attività a Venezia, in Italia e in molti paesi esteri», non demorde, anzi reagisce, e organizza «contro ogni miseria intellettuale, contro ogni logica di degrado culturale e contro ogni deriva di incapacità congenita», un programma scoppiettante, trasgressivo e, come spesso ha fatto, provocatorio. «È un segno preciso – annunciano gli Antichi – della volontà di riprendere il Carnevale come festa attiva e non come spettacolo passivo e mortificante».

Il primo atto è l’inaugurazione, il 21 febbraio, di due mostre, una fotografica, l’altra di pittura, che si sono aperte all’antica osteria «Sora al ponte» di Campo delle Beccherie a Rialto, e sono proseguite per tutto il periodo del Carnevale di Venezia nella «Bottega del Tintoretto» di Roberto Mazzetto a Cannaregio, dopo che i timorati osti, sorpresi e intimoriti dalla potenza erotica delle immagini della mostra di pittura, avevano espresso forti perplessità sull’iniziativa e sull’accoglienza che le sarebbe stata riservata dai loro morigerati avventori, al punto che avevano addirittura girato al rovescio le tele appese alle pareti per nascondere le «oscenità» dipinte. Eppure si trattava, come recitavano i dépliant, di una saletta, quella al primo piano, «riservata agli adulti». Qui faceva bella mostra di sé la mostra (appunto) intitolata «Eros a Venezia», che raggruppava una significativa rassegna di dipinti erotici realizzati da un autentico maestro del genere, il pittore bresciano Massimo Zuppelli, titolare della libera cattedra di nudo all’Accademia delle Belle Arti di Brera in Milano. Si trattava, come annotato scrupolosamente da La Nuova Venezia del 22.2.2003, di una serie di dipinti a china e a tempera, «che echeggiano il disordine delle passioni e degli istinti, passando da temi romantici ed evocativi, a raffigurazioni decisamente spinte». A pianoterra veniva invece riproposta la mostra fotografica dedicata al fondatore della Compagnia de Calza Paolo Emanuele Zancopè, magistralmente immortalato dai veneziani Gianfranco Tagliapietra e Giorgio Mazzega dell’agenzia Interpress, che già aveva accompagnato lo scorso dicembre al teatro Malibran il convegno dedicato alla figura e alle opere del grande Zane Cope nel decennale della scomparsa. Immagini suggestive, su grandi pannelli, per «un sentito omaggio a un personaggio storico della cultura veneziana».

2003 - El Trionfo de la Morte

In questo momento, giudicato «quello qualitativamente più basso nella vita del Carnevale di Venezia», gli Antichi riprendono un tema a loro caro, attraverso uno degli spettacoli più riusciti della loro storia: il «Trionfo della morte». I trionfi infatti, in momenti di miseria culturale come quelli attuali, sono «una scelta inevitabile» per gli Antichi. Eventi di origine medievale, a metà strada fra la rappresentazione teatrale, la sfilata allegorica, la festa spontanea, sono spettacoli di grande impatto emotivo e di grande partecipazione, dove i grandi temi dell’amore e della morte rendono liberi tutti di interpretare la propria fantasia, i propri desideri, le proprie paure, e di giocarci a piacimento.

Il gran ballo macabro «El Trionfo de la Morte», inventato da Zancopè, che fu lo spettacolo che segnò il debutto della Compagnia de Calza al Carnevale del 1981 in campo San Maurizio, va in scena sabato 22 febbraio, rigorosamente «co fa scuro», nello stesso campo. «È una festa consolatoria, scaramantica, apotropaica e palingenetica» spiegava il Procurator Grando degli Antichi Luca «Colo de Fero» Colferai. Al suono di musiche antiche e moderne, travolti dai rappresentanti dell’Apocalisse, i partecipanti, un campo gremito ed entusiasta, attraversavano il simbolico e concreto «ponte del trapasso» per rinascere a nuova vita con tanto di certificato di morte. Squadre di monatti, appestati, affamati e crapuloni, guerrieri mercenari e morti di basso rango, riconoscibili per i loro colori, si aggiravano tra il pubblico irretendo, ghermendo e conquistando anime e corpi. Accanto all’accampamento militare, dove risuonavano i terribili colpi delle bombarde che facevano alzare in volo nuvole di colombi atterriti, al lazzaretto e al banchetto degli epuloni, le squadre rossa della guerra, verde della fame, gialla della peste e bianca della morte, in un crescendo vorticoso, sabbatico e infernale.

Il Trionfo, firmato nella regia da Luca Colferai e Andrea Vitali, con l’assistenza di Maria Teresa Zanetti Berni, è stato realizzato in collaborazione con le Feste Medievali di Brisighella. Oltre agli Antichi vi hanno preso parte la compagnia Borgo del Diavolo di Argelato, la compagnia teatrale Malocchi & Profumi, la Compagnia del Crocefisso di Bologna, la Piccola Cooperativa Mercuzio di Forlì, l’Associazione Culturale I Dolciniani di Romagna, l’Accademia dei Remoti di Faenza. Con la partecipazione straordinaria dei ballerini Enrica Piancastelli e Luca Dall’Alpi, la voce recitante fuori campo di Bob R. White, le musiche di Marney Taylor e le compilation di Sebasex Casellati per il ballo scaramantico finale.

2003 - Da Mani Pulite ai Poemi Erotici

Suscita ancora scandalo, e fa sempre notizia, il Festival Internazionale di Poesia Erotica «Baffo – Zancopè» giunto quest’anno alla sua undicesima edizione, e impreziosito dalla presenza del noto pittore Massimo Zuppelli, titolare della cattedra di nudo all’Accademia delle Belle Arti di Brera, che sul palco di campo San Maurizio, la sera del primo marzo, ha dipinto in diretta, durante tutta la serata, una scena altamente erotica e molto esplicita su un grande telèr di tre metri per quattro, alla maniera dei grandi ritrattisti di un tempo.

Fa notizia perché, come scrive «La Repubblica» del 4.3.2003 in un articolo dal titolo «Premio per poesia erotica a assistente della procura», con il nome d’arte di Madame Madeleine d’Aulnoy, omaggio a una scrittrice francese del Settecento, Maddalena Cataldi, già assistente di alcuni dei magistrati più noti della procura milanese (da Di Maggio a Davigo a Turone), è arrivata terza al festival di poesia erotica organizzato dalla Compagnia de Calza. La sua poesia in rima baciata, intitolata «L’augello del signore», «si è imposta per la trattazione elegante e soft del tema» scrive Repubblica. L’esuberante Maddalena, «bella ed elegante cinquantaduenne romana che da anni lavora nella procura di Milano», intervistata dal Corriere della Sera del 4.3.2003 per la penna di Giuseppe Guastella (il titolo dell’articolo è «Da Mani pulite al premio per i poemi erotici»), racconta: «L’eros è un gioco sottile, fatto di pensieri, di sogni, di gioia e di allegria, più che di azioni. L’erotismo è una delle cose fondamentali della vita. Erotici possono essere uno sguardo o le gambe che si accavallano. Però bisogna vedere la parte bella, quella non volgare della cosa. Scrivo da ragazza, e non avrei mai pensato di pubblicare le mie poesie se mio marito non mi avesse spinto ad avere fiducia in me stessa». Anche le sue figlie, studentesse universitarie, dice Maddalena, «sono felicissime. Con loro ho un rapporto bellissimo, e da qualche anno, da quando sono diventate grandi, sono le prime a leggere quello che scrivo».

Il primo premio, fra i 37 concorrenti di quest’anno di cui dieci donne, è andato invece ad Allegra Di Donato, proveniente dal New Mexico ma di origine italiana, con la lirica «Spesso per entro il petto mi passa un non so che», il secondo al ruspante gruppo dei tre «Poetassi» di Verona (Barbassa, Sfriso, Bertante). Il premio Mario Stefani alla memoria è stato infine attribuito al poeta veneziano di origine rumena Emanuele Horodniceanu, che ha ricordato Stefani leggendo una silloge delle sue poesie. Il Festival, allietato dai consueti siparietti del «Tg Setesento» e del «Parlar figurato de’ veneziani», è stato introdotto come sempre dall’ineffabile Procurator Grando degli Antichi Luca «Colo de Fero» Colferai, e preceduto dalla «resurrezione» dello spiritaccio di Zorzi Alvise Baffo, fatto rivivere ancora una volta dalla vena istrionica dell’irrefrenabile erotologo e Direttore Artistico della Calza, nonché fondatore del Festival, Bob R. White.

2003 - Bacari e alcol con gocce di Eros

In un’annata dedicata all’erotismo, succede che l’eros faccia capolino anche in cucina. Sesso e culinaria (o cul – in – aria, celebre club per aviatori gay) non potevano d’altronde non andare d’amore e d’accordo. Perciò le ricette della tradizione veneziana sposano le grappe in pieno Carnevale. Accade in un divertente quanto introvabile libro, «Bacari e alcol con gocce di eros», firmato da Giovanni Savio e prodotto dall’Accademia degli Acquavitai in collaborazione con la Compagnia de Calza. «Un libro meraviglioso, un invito alla vita, al piacere del palato e non solo» lo ha entusiasticamente definito Luca «Colo de Fero», autore di una gustosa introduzione al volume in cui racconta una quasi resurrezione di Casanova dopo una profonda immersione nell’acqua di vite. «Un libro – gioco, con ricette filologicamente molto attente alla tradizione lagunare – scrive Sebastiano Giorgi su La Nuova Venezia del 4.3.2003 – che è stato presentato ieri pomeriggio al ristorante Al Bacareto di San Samuele dal giornalista – scrittore Roberto Bianchin, e che sarà volutamente introvabile, a meno di rivolgersi alla distilleria di Sandro Bottega», il patron delle omonime distillerie trevigiane, sponsor storico della Calza, che era presente alla serata con la sua irrefrenabile verve. L’ottimo Giorgi segnala anche alcuni curiosi «accoppiamenti», come il baccalà mantecato gustato con la grappa di cabernet, il risotto di peoci con la grappa al prosecco e le sarde in saòr con la grappa di moscato. Provare per credere.

El Trionfo de l’Amor, (foto Sebastiano Casellati)

2003 - El Trionfo de l’Amor

La morte all’apertura del Carnevale, l’amore in chiusura. La Compagnia de Calza interpreta così la festa di quest’anno, «auspicio e augurio affinchè il più nobile dei sentimenti alla fine trionfi su tutte le altre miserie che ci affliggono». Per questo martedì grasso, 4 marzo, ultimo giorno di Carnevale, organizza in campo San Maurizio e in piazza San Marco lo spettacolo itinerante «El Trionfo de l’amor» con le sfere giganti di Angel Orensanz. «D’intesa con il suo consulente artistico internazionale, il professor Elmar Zorn, docente all’università di Innsbruck – spiega il Procurator Grando degli Antichi Luca Colferai – abbiamo invitato uno dei più celebri artisti mondiali, il maestro Angel Orensanz, ad essere protagonista di una straordinaria performance veneziana con le sue celebri sfere giganti». Così è stato. Nelle sfere trasparenti di Orensanz, così grandi da permettere a una persona di camminarvi all’interno, si sono dipanati passato e futuro per le vie della città d’acqua: il globo terrestre danneggiato dagli uomini, ma anche la cooperazione globale, e «la nostra situazione prenatale nel grembo della madre – spiegava l’artista – nonché la nostra situazione virtuale di osservatori del mondo e i nostri sogni al passato e al futuro». Orensanz, accompagnato e incitato dai Compagni de Calza, ha guidato la sua sfera, dentro alla quale camminava egli stesso, in corteo fino a Piazza San Marco, dove agli spettatori allibiti, grandi e piccoli, venivano distribuite delle confezioni di bolle di sapone in modo che ognuno potesse dar vita a migliaia e migliaia di piccoli globi nei quali «rappresentare la creazione del proprio mondo futuro». Il Professor Zorn ha anche dato lettura, in varie lingue, di un «messaggio di pace» rivolto al mondo.

Sono stati momenti indimenticabili. La sfera faticava a passare per le calli strofinandosi sui muri, veniva fatta danzare sopra le teste della gente, a volte precipitava rovinosamente giù dai ponti. «Ocio la bola!» si affannavano a gridare i Compagni de Calza per farsi largo tra la folla. Angel Orensanz, poi, era uno spettacolo nello spettacolo, magro, smunto, emaciato, con la sua faccia segnata dall’atavica fame degli artisti, una calzamaglia celestina tutta strapazzata e lisa sui gomiti e le ginocchia, e l’aria da respirare che gli mancava ogni tanto, dentro la sfera, facendolo diventare cianotico e bisognoso di trovar rifugio in qualche bar o negozio per rigonfiare, con una vecchia pompa da biciclette, la sfera, che era malandata, consunta, piena di buchi e di toppe. «Solo jo govierno la bola» esclamava di tanto in tanto, allargando comicamente le braccia verso il cielo. Ad assisterlo, con tanto di telecamera alla quale talvolta dimenticava di togliere il coperchio dall’obiettivo, suo fratello Al, uguale ma diverso, che ogni tanto perdeva di vista e invano chiamava agitato, da dentro la sfera: «Onde està mi hermano? Onde està mi hermano?». Performance imitata con successo, nelle riunioni private della Calza, dalla vena burlesca di Donato De Simone.

2003 - Danzatrice del ventre all’asta

È questo il titolo che fa La Nuova Venezia del 4.3.2003 per annunciare lo stesso giorno, in chiusura del Carnevale, la tradizionale «Asta degli Innamorati» in campo San Maurizio, al termine della performance di Angel Orensanz. Un’asta naturalmente «al ribasso», in cui sono stati venduti all’incanto «gli oggetti peggiori che dopo anni di magazzino e cantina non si sa veramente più dove mettere». Così, insieme ai calzini bucati di «Silvio Telecamera», alle mutande di ghisa di Guerrino, e alla finta mazzetta di quotidiani di «Roberto scritòr», sono stati battuti tanti regali di cattivo gusto di comunioni, cresime e matrimoni. Ma il prezzo con base d’asta più alto, informava il quotidiano veneziano, era una vera danzatrice del ventre, la schiava Ranira, apparsa sul palco incatenata e in vesti discinte, che ha ballato a lungo per convincere i presenti a comperarla e a portarsela a casa. Nonostante gli sforzi del banditore, e i continui ribassi di prezzo (si era ormai arrivati a una manciata di euro), nessuno se l’è voluta comprare, e gli Antichi si sono tenuti la schiava per un altro Carnevale.

2003 - Casanova in fuga a Berlino

Secondo anno consecutivo alla «Kadewe» di Berlino, il più importante centro commerciale della capitale tedesca, per gli Antichi, ancora protagonisti della «Venetianische Nach», sabato 26 aprile: una non – stop di sette ore, dalle 19 alle 2 del mattino, con cena di gala, spettacoli d’epoca, animazioni, giochi, balletti, musiche e canzoni. Gli Antichi, chiamati a Berlino da Elmar Zorn e Gregor Schmid, hanno presentato un cast internazionale di 22 artisti, tra cui attori, comici, mimi, fantasisti, cantanti e musicisti, per la regia di Roberto Bianchin e le ricostruzioni storiche di Luca Colferai. Pezzo forte della serata il varietà «La fuga di Casanova» con protagonisti gli esuberanti Gemellini Casanova (Luca Colo de Fero e Bob R. White), il quartetto d’archi femminile del Settecento «Serenissime Dame», il maestro Marino Sartori al pianoforte, la splendida voce della cantante brasiliana Luma, la superba cortigiana Donna Lucrezia (Sandra Vigarani), la «Tenutaria del Casin dei Ormesini» Rita L. Hole, e i «Giochi di corte» inscenati da Cleonice Silvestri, Donato De Simone e Aldo Colferai. Nel corso della serata il pubblico è stato coinvolto in numerosi giochi, tra cui l’elezione del sosia di Giacomo Casanova e della Regina delle Cortigiane di Berlino. Gli spettatori sono stati altresì spogliati e rivestiti da gentiluomini e nobildonne del Settecento in un’apposita sartoria ricostruita dalla stilista veneziana Nicoletta Lucerna e dall’apprendista sartina Carlo R. Bullo, e sono stati invitati a seguire delle lezioni di minuetto impartite dal celebre maestro di danza Marney Taylor. Gli Antichi, guidati dal Priore Judith Jurubeba Souza Bomfim, erano accompagnati da una corte variopinta di nobiluomini e cortigiane, maghe e indovine, ciarlatani e imbonitori, bari e avventurieri, merlettaie e impiraresse, zaffi e procuratori, impersonificati da Zanzorzi Zancopè, Lucas Christ, Eleonora Rosin, Giulia Andreani e Francesco Venier. Grande successo, come l’anno precedente, per il piano bar italiano del cantante e tastierista Marino Sartori, accompagnato alle percussioni da Roberto Bianchin.

2003 - In Trentino El Trionfo de la Morte

Dopo il successo ottenuto al Carnevale di Venezia, la Compagnia de Calza, sempre d’intesa con le Feste Medievali di Brisighella e il suo direttore artistico Andrea Vitali, porta in Trentino il «Trionfo della Morte», nella stessa versione andata in scena alla kermesse veneziana. Accade il 25 maggio nella piazza principale di Villalagarina, vicino a Rovereto, dove viene montato un gigantesco ponte del trapasso, e dove si svolgono le azioni del «Trionfo», con un largo uso di effetti speciali e fuochi d’artificio, in mezzo a una folla festante e plaudente. Lo spettacolo, che inizia nel tardo pomeriggio, si conclude a tarda notte, con una grande festa da ballo liberatoria. Con Andrea Vitali alla regia, Luca Colferai nei panni della morte con la falce in cima al grande palco, la voce narrante di Roberto Bianchin, le performance di Gianni Matteucci e Sandra Vigarani, e tutti i consueti personaggi degli Antichi.

2003 - Basta con queste Anticaglie

Il titolo dell’ormai celebre opera di Ciucco Angiolieri, fratello meno noto del grande poeta duecentesco Cecco, uno dei tanti personaggi partoriti dalla fantasia malata e inesauribile del Direttore Artistico degli Antichi, diventa il titolo di un’asta singolare indetta dalla Compagnia de Calza per finanziare il proprio Carnevale, dal momento che gli enti preposti non ci pensano proprio e che gli sforzi pur generosi degli sponsor non sono sufficienti alla bisogna.

Accade così che «nelle stanze in cui Alessandro Manzoni scrisse «I Sermoni» viene messa all’asta la calzamaglia color carne che Silvio Berlusconi utilizzò nel 1996 durante uno spot elettorale in televisione – scrive Massimiliano Cortivo sulla prima pagina del «Corriere del Veneto» del 5.6.2003 – e che nei corridoi lungo i quali Giorgio Baffo lodò l’amore fisico, venga battuta la canottiera padana modello muratore indossata da Umberto Bossi durante il raduno assolato di Pontida del 1998».

La curiosa serata, riservata a trecento spettatori paganti, si è svolta la notte di venerdì 27 giugno, tra gli affreschi e gli stucchi di Palazzo Bellavite in campo San Maurizio, dimora dei due celebri scrittori, messa graziosamente a disposizione dall’avvenente Signora Gioia, amica e sostenitrice della Compagnia de Calza. Una serata rallegrata dall’esibizione del Principe Maurice (Maurice Agosti) protagonista di un delizioso quanto irresistibile duetto musical – canoro con l’inimitabile Heinrich Christ, dal maestro Marino Sartori alle tastiere, dai Gemellini Casanova, e dal balletto bollente della russa Svetlana, capace di creare scompiglio anche nelle fila della Compagnia.

Bisogna dire subito che l’asta ha avuto un tremendo successo, anche economico, e che quasi tutti gli imperdibili e introvabili oggetti battuti, sia pure al ribasso, sono stati venduti a numerosi e facoltosi acquirenti sulla cui identità è doveroso mantenere il più stretto riserbo, come nel caso dell’eclettico francese Francois che si è accaparrato, dopo un lungo duello, uno dei pezzi più pregiati, un fallo di colore in gomma della lunghezza di 35 centimetri proveniente dalla collezione privata del Procurator Grando. La famosa calzamaglia del Cavaliere è invece partita da una base d’asta di 1.100 euro, mentre la canotta umbertina da 950. Ma ecco alcuni degli altri oggetti intimi dei vip andati all’asta. Lotto 103: calzino da passeggio corto, piede sinistro, colore incerto, indossato da Alex Del Piero nel corso del ritiro precampionato del 1999. Lotto 107: cannuccia in vetro finissimo di Murano, lunghezza 18 centimetri, trasparente, con venature longitudinali, usata da Diego Armando Maradona a Napoli nell’anno dello scudetto e firmata dal noto mastro vetraio muranese Carlo R. Bullo. Lotto 109: camicia coi baffi, da uomo, manica corta, colore indecifrabile, taglia 60, usata da Maurizio Costanzo nel corso della puntata del Maurizio Costanzo Show del 14 dicembre 1997. Lotto 111: stivali anti acqua alta, al ginocchio, in gomma, due, colore verde marcio, numero 40, appartenuti al filosofo Massimo Cacciari sindaco di Venezia e usati dal medesimo.

«Siamo stati costretti a privarci delle nostre più preziose reliquie per finanziare e salvare così la nostra manifestazione» ha confessato a malincuore al «Corriere» il Procurator Grando degli Antichi Luca Colferai. «Ma gli oggetti sono autentici?» si domandava il giornalista. «Chi lo sa? – si rispondeva – potrebbe anche darsi». Gli Antichi, dal canto loro, rispondevano sibillini. Ora possiamo dirlo: nessuno degli oggetti all’asta era autentico. Era soltanto una burla, come nella nostra tradizione, come ne abbiamo fatte tante, e come tante ne faremo ancora.

2003 - Rinascono i Giovani Antichi

Nel giorno della Madonna della Salute, durante la tradizionale Cena della Castradina, rinasce la Compagnia de Calza de I Giovani Antichi, che agì per qualche carnevale nei primi Anni Ottanta. Il 21 novembre 2003, Zanzorzi Zancopè, Lucas Christ, Francesco Venier, Marco Girardi, Giulia Andreani, Eleonora Rosin, Anna Perdibon firmano l'atto costitutivo della nuova, e fresca, Compagnia de Calza.

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da venerdì 21 febbraio a Marti Grasso 4 marzo 2003

Venezia, Osteria Sora al Ponte, Bottega Tintoretto

Onor a Zane Cope

da venerdì 21 febbraio a Marti Grasso 4 marzo 2003

Venezia, Osteria Sora al Ponte, Bottega Tintoretto

Eros a Venezia

sabato 22 febbraio 2003

Venezia, campo San Maurizio

El Trionfo de la Morte

sabato 1 marzo 2003

Venezia, campo San Maurizio

Festival di Poesia Erotica, XI edizione

lunedì 3 marzo 2003

Venezia, Al Bacareto

Bacari e alcol con gocce di Eros

Marti Grasso 4 marzo 2003

Venezia, San Maurizio, San Marco

El Trionfo de l’Amor

Marti Grasso 4 marzo 2003

Venezia, campo San Maurizio

Asta degli Innamorati

sabato 26 aprile 2003

Berlino, Kadewe

La fuga di Casanova

domenica 25 maggio 2003

Villalagarina (Trento)

Trionfo della Morte

venerdì 27 giugno 2003

Venezia, Palazzo Bellavite

Basta con queste anticaglie