Paralipomeni relativi alla Contissa Tagliapietra - vergine medioevale veneziana e beata miracolosa abusiva
Scrivo per chi ha letto ciò che è stato pubblicato da „Il Ridotto“ dell’anno 3 n.18 e 19, con l’intenzione di rievocare e ricordare ulteriormente la Beata Contissa Tagliapietra venerata e festeggiata a Venezia, la cui miracolosità è stata invocata durante 500 anni (1300-1800) dalle mamme che hanno posto i loro „infanti“ a sedere sulla sua bara (prima cassa di legno, poi urna di marmo), esposta sopra l’Altare dei Calcineri (e di S.Antonio Abate) nell‘antica Chiesa di S.Vio demolita nel 1808. Compiendo una ritualità propiziatoria foriera di salvezza (sopravvivenza) in ogni caso di caduta nell’acqua: „..coll’opinione certa che in caso di naufragio debbano (dovessero) rimanere sopra l’acqua tanto tempo, quanto fossero stati a sedere sopra la cassa, o sopra l’altare“. Scrivendo ciò che scrivo dopo aver supposto che tra questi „infanti“ possano essere annoverati anche tre veneziani illustri per aver compiuto prodigi scrittòri: Ferrante Pallavicino, scrittore seicentesco morto arso vivo ad Avignone all’età di 29 anni, per avere scritto e pubblicato un libro intitolato „La retorica delle puttane“, alludendo a poteri chiesastici esercitati puttanescamente; Giorgio Baffo poeta erotico settecentesco, morto inedito over 70 dopo aver versificato la mona a futura memoria delle sue imprese copulatorie; Giacomo Casanova scrittore e avventuriero libero-libertario-libertino, archetipo inimitabile per ogni amatore collezionista d’innamoramenti utili e futili finalizzati. La Beata Contissa Tagliapietra, nacque borghese e benestante da Nicolò ed Elena nel 1288 a Venezia nell’attuale Campo San Vio, dove morì il 1° novembre 1308. Successivamente ebbe inizio „…l’uso di porre i bambini a sedere sul suo corpo conservato nella Chiesa di S.Vio, perchè in caso di naufragio potessero galleggiare sull’acque“: come lei stessa aveva galleggiato sull’acqua del Canal Grande (automiracolandosi) per traghettarsi sul suo velo navigante dalla riva di Campo San Vio alla riva opposta, attesa nella Chiesa di S. Maurizio da un Direttore Spirituale per colloqui disapprovati e osteggiati dai suoi genitori. Non fu mai beatificata dall’Autorità Ecclesiale Vaticana, però. Nel 1581 il suo culto fu vanamente proibito, perchè considerato „superstizioso“ da alcuni Visitatori Apostolici memori delle norme riformatrici del Concilio di Trento (1545-1563) e allarmati dalla diffusione del protestantesimo generato da Martin Lutero (1483-1546) affiggendo le sue 95 tesi sulla porta della chiesa di Wittenberg il 31 ottobre 1517. Fu beatificata soltanto dalla opinione popolare condivisa per convenienza (congruità) dall’Autorità Ecclesiale Veneziana. Una formale richiesta di beatificazione inoltrata dall’Autorità Patriarcale veneziana al Pontefice Clemente XIII nel 1765 fu ignorata. Fino al momento in cui il Cardinale Jacopo Monico, Patriarca veneziano dal 1827 al 1851, al termine di una sua Santa Visita, non decretò la sospensione del suo culto, promuovendo un aprofondito chiarimento della questione riguardante la sua personalità. Una personalità con proprietà taumaturgiche riferite oralmente „…per fama antica e costante e insistita tradizione…mai interrotta“, e „…per averle sentite da tutti li vecchi della Parrocchia“, e „…per aver trovato certi tratti di queste verità in carte vecchie“ che non erano sopravvissute ai roghi disinfestanti durante ogni peste: col di più distrutto probabilmente dall’incendio delle scritture della Chiesa di S. Maurizio residenza del Direttore Spirituale della Tagliapietra, il venerabile Antonio Del Corpo, citato da Leonardo Carrara in una memoria registrata nel 1632. Una personalità descritta sommariamente e leggendarizzata di secolo in secolo da persone invecchiate, insomma, portavoci acritiche di antenati ancora più vecchi a cominciare dal 1300, anno medioevale durante il quale furono utilizzate (strumentalizzate) reliquie generate e accreditate a gogò per ogni uso chiesastico, compresa la Sacra Sindone: viventi Dante Aligheri (1265-1321) già autore di molti libri impegnato a scrivere dal 1300 la Divina Commedia (nel supposto tempo "mezzo del cammin" di sua vita), e Francesco Petrarca (1304-1374) impegnato a scrivere i testi per il suo „Canzoniere“. Il più antico e unico documento tipografico consultabile è un opuscolo stampato nel 1765, illustrato con la riproduzione calcografica di un dipinto agiografico: quasi certamente un dipinto appartenuto ai Fratelli Lucchini, „…di mano antica e bene espresso, fatto al terminare del 1400, venendo il 1500“, come si legge in un expertise dei pittori Giuseppe Angeli e Tomaso Bernardi, sottoscritto il 10 settembre 1764. Il testo che segue si legge sul frontespizio: Alla Santità del Nostro Signore CLEMENTE XIII Memoriale di Monsig. Patriarca di Venezia e Vescovi Suffraganei per la conferma ed augmento del culto della Beata Contissa detta volgarmente Contessa Tagliapietra vergine nobile veneta in Venezia MDCCLV. La raffigura anche un dipinto (cm.104x77) espertizzato il 19 aprile 1765 dallo stesso pittore Bernardi come „…opera di mano dell‘Aliense fatto dell’anno 1600“, collocato dal 1620 con altri 27 (stesse dimensioni) raffiguranti altri Santi e Beati veneziani, nella Cappella della Natività di Gerusalemme della Chiesa dei R.R.Padri Cistercensi della Madonna dell’Orto (sestiere Cannareggio). Le sue spoglie superstiti, con abbigliamento e accessori settecenteschi, sono conservate (e visibili) nella sacrestia dell’attuale Chiesa S. Maurizio che si affaccia sul Campo omonimo.
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ELENCO DELLE SCRITTE IN CALCE AI 28 DIPINTI RAFFIGURANTI SANTI E BEATI VENEZIANI COLLOCATI ATTUALMENTE NELLA CHIESA DELLA MADONNA DELL'ORTO IN CANNAREGGIO - CAPPELLA DI SAN MAURO.
B. Iuliana con De Collalto – B. Euphemia Abatissa Sta – B. Paulus Iustinianus – B. Matteus Fundator Capucino – B.Antonius Veneto – B. Anna Michael – B. Comtissa Taleapetra – B. Ursus Baduario Dux – B. Petrus Urseolus Dux – S. Titianus EPS Cenetensis – S. Magnus Episcopus – S. Laurentius Ustinianus Pat. – B. Bartolomeo Michael – B. Antonius Corarius Card. - Matheus Contareno Patr. - - Antonius Bembo - .Hieron Miani Fundat. Somasch. - B. Antonius Pizzamano – B. Nicolaus Iustiniano – B. Ghirardus Sagredo – B. Ioannes Mar Nonus Cler Reg – B. Ioannes Plaban S.Ioan. Decoll. - B- Jacobus Salamon Patr. Venet. - B. Leo Bembus Patritius Venet. - B. Francis Querini – B. Petrus Acotanto – S. Dimitri Minoto. (Complessivamente: 5 Santi, 18 Beati, 5 Beate. Comprendenti 3 Patriarchi, un Cardinale, 1 vescovo, 2 Fondatori di ordini monastici, una Badessa, 2 Dogi, un patrizio)




