Il Mercante di Parole

di Caterina Ardizzon
con Caterina Ardizzon e Domenico Zucaro
regia Andrea Elodie Moretti
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Policardia Teatro

Sabato 14 Settembre 2019 - 20:30

Il Mercante di Parole
Le parole: quelle che diamo per scontate e quelle che non sappiamo ancora. «Le parole che non conosciamo giacciono dentro di noi, solo che non le abbiamo ancora scoperte». Per questo esistevano i mercanti di parole, che andavano di città in città, di villaggio in villaggio, raccoglievano parole qua e là e le portavano a chi ne aveva bisogno.

Il Mercante di Parole è uno spettacolo che racconta la vita di uno di questi mercanti, tra la fine degli anni Venti e gli inizi del Duemila, che si è spinto più in là di tutti gli altri. È interessato ai sentimenti degli uomini, sente di condividere emozioni con altri esseri umani, pur non conoscendoli, e crede fortemente che «tutti pensano e sentono nella stessa maniera, solo che l'assenza di parole adeguate può impedire, negli uni o negli altri, la manifestazione di questo o quel sentimento».

Ecco quindi che il mercante parte in un viaggio alla scoperta di sé stesso, e del mondo, attraverso le parole che ama, scopre, vende, compra, regala.

Un viaggio di scambio e arricchimento attraverso parole che provengono da tutti i paesi della Terra, e di presa di coscienza dei mutamenti socio-culturali che hanno interessato l'ultimo secolo, da un punto di vista originale: le parole.

La storia è raccontata da un'attrice narratrice e un attore musicista i quali interpretano i ruoli dei diversi personaggi incontrati dal mercante durante i suoi viaggi e del mercante stesso.

La narrazione e i dialoghi sono intervallati da momenti di musica e danza. In scena troviamo una donna e un uomo, una valigia e qualche strumento musicale, per accendere l'immaginazione di chi guarda e ascolta.

Il Mercante di Parole
Note dell'autore Caterina Ardizzon

All'inizio dello spettacolo, partendo dalla descrizione dei «sintomi dell'amore» il narratore ci chiede come potremmo riconoscere i nostri sentimenti se non avessimo una parola che li identifica e come ci comporteremmo di conseguenza. È questa l'introduzione che ci porta alla scoperta della vita di un mercante di parole, che svolge il suo lavoro come tutti i mercanti di parole. L'incontro con un musicista di strada a cui regala una parola, lo porterà ad interrogarsi sulla vera natura del suo lavoro, e del suo essere nel mondo, dando origine al processo di cambiamento del suo approccio al mestiere e alla vita.

La storia ha una collocazione precisa nel tempo: inizia dopo la prima guerra mondiale e termina agli inizi degli anni duemila. Il cambiamento della società ci arriva scoprendo quali parol vengono maggiormente vendute e quali perdono di importanza. La vita del mercante, legata indissolubilmente al suo lavoro, è chiaramente uno specchio di questi mutamenti.

Nell'arco della storia il mercante subisce molti cambiamenti, ma rimane convinto di non capire nulla del mondo, si interroga su ciò che succede intorno a lui sicuro però che questioni che riguardano politica o economia esulino dalla sua competenza, che è unicamente quella di essere un esperto di parole. In questi termini il mercante viene sconfitto dall'indifferenza che lo circonda, perdendo la sua ricchezza.

Abbiamo deciso di chiudere lo spettacolo con un invito all'ascolto, in particolare dei bambini.

Questo lavoro ci ha arricchito immensamente mentre scrivevo il testo scoprendo continuamente parola di cui non conoscevo ancora il significato, mi sentivo come se mi stessi fisicamente espandendo. È un lavoro che ci ha portato a molte domande e il nostro sforzo è quello di non identificarci con ciò che portiamo in scena, cercando di dare il meno possibile un taglio netto di significato, ma di raccontare una storia, in cui gli spettatori possano trovare qualcosa da portare a casa, che se fosse anche solo una domanda ci ripagherebbe degli sforzi fatti.

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