VULVAEPISTOLA MAGNI-FICANTE
Mia Cara,
sei portatrice di un volto che nel momento in cui sorride apre e muove labbra nelle quali si desidera entrare, considerandole scrigno per la custodia di goduriosità indicibili. Tanto mi è bastato durante i nostri brevi e collettivi incontri ravvicinati per trasferirti nel mio immaginario erotico, dando inizio al cosiddetto processo di cristallizzazione, cosi ben scritto e inimitabilmente descritto da Stendhal in “De l’amour”. Un processo celebrando il quale mi sono immaginato come eventualmente godermi e farti godere ogni altra zona del tuo corpo, privilegiandomi come partner durante incontri sessuali ravvicinati ed esclusivi, per consentirmi di maximizzare ciò che ti caratterizza mini e abbondare ciò che risulta scarso.
Tra le mie braccia sarai strumento musicale dotato di corde che toccherò con mani virtuose e sperimentate… prive di età: per accarezzarti come ti ho già accarezzata nel mio immaginario, presupponendoti esplosiva in tempi brevi perchè dotata di carica erotica con miccia corta.
Raggiungimi là dove sei attesa per essere ospitata come in un’alcova attrezzata per l’attività copulatoria reale e condivisa. Sei dotata di peso e misure tali che ci sarà agevole sperimentare ogni posizione del Kamasutra, anche la più acrobatica, alternandoci nei ruoli sia attivi sia passivi. Ogni ora sarà per me l’ora giusta per vulvasturbarmi penetrandoti fino in fondo con ogni movimento ritmato dicendo “…dentro e dentro a dovere, fuori e fuori a dovere”: come in una poesia antica d’autore cinese. Ogni volta fino al momento in cui mi dirai “Basta così!”. Magni-ficandoti irreversibilmente come maxi-ficofora, musa ispiratrice di altri “Carmina vulvae”.
In attesa del tuo arrivo… non scrivo altro.




