Anno 1995

Un abbraccio e una festa tra gli Antichi di Venezia e gli Els Comediants di Barcellona, in un tripudio di giochi, scherzi, petardi e fuochi d’artificio, inaugura in Piazza San Marco, con questo gemellaggio fra i più bizzarri artisti di strada in circolazione, il Carnevale di Venezia del 1995. Una kermesse che ha ancora una volta il suo punto di forza nel festival di poesia erotica, giunto alla terza edizione, impreziosito dalla presenza del regista Maurizio Scaparro che in omaggio a Zorzi Alvise Baffo declama alcune liriche licenziose del poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli. Il Festival viene vinto, a sorpresa, da un sonetto «apocrifo» attribuito al leader leghista Umberto Bossi, dal titolo eloquente: Berluskatz! Gli Antichi proseguono quindi il loro percorso culturale alla riscoperta dei grandi «maledetti» del passato, riproponendo la figura e l’opera di Pietro Aretino, al quale dedicano una giornata semiseria di ragionamenti all’Ateneo Veneto e una cena con festa licenziosa in un esclusivo palazzo veneziano, per concludere l’omaggio con una serata a Milano, a Palazzo Reale, in chiusura del carnevale ambrosiano. A fine anno gli Antichi eleggono il nuovo Priore: lo scenografo Guerrino El Lovo Lovato subentra a Luca Colo de Fero Colferai.

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1995 - Apertura scoppiettante

CON un omaggio ad uno dei migliori gruppi al mondo di teatro di strada, gli spagnoli Els Comediants, un abbraccio tra le due compagnie più vivaci, coinvolgenti e trasgressive della scena internazionale, e una gran sarabanda chiassosa e colorata in Piazza San Marco e per i campi e le calli del centro storico, gli Antichi hanno aperto, nel tardo pomeriggio di sabato 25 febbraio, il loro Carnevale di Venezia del 1995. Guidati dal Gran Priore Luca Colo de Fero Colferai, i Compagni de Calza, nei loro abiti cinquecenteschi e d’ordinanza, hanno accolto al molo di San Marco, «a nome della città che non si arrende», l’arrivo della troupe degli Els Comediants, presente alla rassegna «Cinema e Teatro» del regista Maurizio Scaparro, nel segno di un ideale gemellaggio tra gli artisti della festa di Venezia e di Barcellona. È stato un incontro scoppiettante e pirotecnico. A dispetto dei limiti imposti dalle forze dell’ordine, racconta Enrico Tantucci su La Nuova Venezia del 27.2.1995, gli Els Comediants «hanno letteralmente incendiato Piazza San Marco con il loro spettacolo di fuochi e di luci dedicato alla nascita del cinema e intitolato: «Quando i geni del fuoco scoprirono il cinema».

1995 - A Monaco di Baviera!

Nella tradizione delle anteprime all’estero, il professor Elmar Zorn riporta la Calza a Monaco di Baviera, al mitico Deutsches Theater per mettere in scena il 10 febbraio Das Maskenfest der Sinne - La Festa dei Sensi, accompagnati dallo splendido corpo di ballo delle cortigiane di Xica da Silva, diretto da Chico Terto. Ancora una volta I Antichi scavalcano le Alpi per una forsennata spedizione veneziano brasiliana in cui i due carnevali più famosi del mondo si fondono in un settecentesco miscuglio di riflessi. Ma già si avverte che gli splendori degli anni ottanta sono tristemente tramontati: nella strenua battaglia per il contenimento delle spese messa in atto ormai in tutta Europa la tavola cui i Compagni sono seduti per il banchetto è imbandita con portate scenografiche di cera; ma ci pensano le ballerine e i ballerini di Chico Terto a rianimare la festa.

1995 - A Berluskatz il primo premio di poesia erotica

È stata curiosamente «politica», dedicata in buona parte a Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, e ai temi della «par condicio» televisiva, la terza edizione del Festival Internazionale di Poesia Erotica «Baffo-Zancopè», organizzata dagli Antichi la sera di sabato 25 febbraio in campo San Maurizio. Come racconta La Nuova Venezia del 27.2.1995, «il lauro della vittoria è andato ad un Umberto Bossi “apocrifo” con l’epigramma intitolato «Berluskatz» dall’intuibile rima. Agli Antichi è infatti pervenuto un fax galeotto da Ponte di Legno, eremo notorio del Senatùr, con la breve composizione poetica. Qualche dubbio sull’autentica paternità della composizione, giudicata comunque vincitrice per acclamazione. Gli altri due riconoscimenti, di fronte a una folla festante, sono andati al veneziano Arturo Gabbi e ad una rappresentante del gentil sesso che ha preferito mantenere l’anonimato, celandosi dietro lo pseudonimo di «Dona sfeseta errante». «Atti erotici, ma anche eroici nel singolare certame lirico -continua «La Nuova»- come quello del poeta veneziano Pietro Gregnanin, che si è rotto un braccio cadendo da un ponte poco prima di arrivare a San Maurizio, ma che ha egualmente voluto recitare i suoi versi, per farsi poi ricoverare in ospedale».

Questo il testo, molto breve ma altamente significativo, nonché esemplificativo dell’allora momento politico, del sonetto vincitore, che è stato letto, con la giusta enfasi e le necessarie pause, dall’introduttore ufficiale del Festival Colo de Fero: «Berluskatz, Berluskatz, Berluskatz. Ma che katz!». Per tutta la giornata gli Antichi avevano tentato di mettersi in contatto, sia all’hotel Mirella di Ponte di Legno, che nella sede milanese della Lega Nord di Via Bellerio, con l’entourage di Umberto Bossi, per avere conferma che quel fax, scritto a mano e firmato Umberto B., provenisse effettivamente dal leader leghista e non si trattasse di uno stupido scherzo. Ma tutto era stato inutile. Nessuna conferma e risposte imbarazzate. Una segretaria leghista ricordava peraltro che il Senatùr amava dilettarsi con le rime scrivendo poesie fin dalla più tenera età, e che quindi la cosa poteva anche essere plausibile. Nemmeno uno dei più accorti agiografi di Bossi, Nino C. Erruti, rintracciato telefonicamente nel suo buen retiro di Stresa sul Lago Maggiore, poteva tassativamente escludere che il sonetto in questione potesse appartenere proprio al Senatùr, amando egli con la stessa intensità le parole in rima, le espressioni colorite e le manifestazioni popolari come il festival di poesia erotica. Di qui la decisione degli organizzatori, giunta al termine di una lunga e animata discussione, di ammettere il sonetto, apocrifo o meno che fosse, alla singolare tenzone poetica. A posteriori va detto che la verità, sulla paternità del sonetto, non si è mai saputa. Di sicuro c’è che la notizia, riportata con un certo risalto e una qualche sorpresa da tutti i giornali nazionali, non è mai stata smentita da Umberto Bossi. Fonti molto vicine al Senatùr hanno anzi raccontato che, saputo della vittoria del componimento, si sia molto divertito e complimentato con sé stesso.

1995 - Scaparro legge Belli in omaggio a Baffo

Dopo l’attrice Milena Vukotic, il regista Maurizio Scaparro, cui si deve la resurrezione del Carnevale di Venezia, è stato il «padrino» della terza edizione del Festival Internazionale di Poesia Erotica «Baffo-Zancopè». A San Maurizio il grande regista ha voluto rendere omaggio a Zorzi Alvise Baffo, con la lettura, in romanesco, di alcune liriche, piuttosto pepate, del grande poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli. Al Festival, organizzato dalla Compagnia de Calza «I Antichi» per celebrare la memoria del grande poeta del Settecento veneziano Zorzi Alvise Baffo e del fondatore e per dodici anni Prior Grando de I Antichi Paolo Emanuele Zancopè, scomparso nel 1992, hanno preso parte trenta ardimentosi poeti e molti ospiti d’onore. Tra questi, Mario Stefani, Lucia Lucchesino, Renato Coller, Aldo Trivellato, Emanuele Horodniceanu, Silvano Bernardi, Liliana Zanon. In concorso invece c’erano: Pino Babbini, Umberto B., Luigi Bianchetti, Sandro Boccato, Rodolfo Coccia, Fabio Corbolante, Fratazzo da Velletri, Guerrino Dal Cao de Là, Dona Sfeseta Errante, Fuffi, Arturo Gabbi, Pietro Gregnanin, I Do Morosi, Il Figliol Prodigo, Magellano, Roberto Mirabella, Anonimo Padovano, Natalino Simon, Antonio Spernich, Alessandro Trabucco, Gianni Vivian, Lucio Marco Zorzi. La giuria del Festival, presieduta dal Gran Priore Luca «Colo de Fero» Colferai, era composta dai membri del Consiglio dei Savi degli Antichi, dalle Cortigiane guidate dalla Contessa Mafalda Malpighi, e dal Conte Emile Targhetta D’Audiffret. A introdurre i poeti, il celebre erotologo Bob R. White, già autore e interprete per gli Antichi di sconcertanti rievocazioni baffesche ai festival settecenteschi di Parigi, Monaco di Baviera e Napoli, con la complicità dell’artista e fine dicitore Giano R. Lovato. Ingresso, come al solito, vietato ai minori e ai non mascherati.

1995 - Giù la maschera all’Ateneo

Dopo aver tolto il Baffo dall’oblio, la Compagnia de Calza inizia un’altra grande impresa: la riscoperta dell’opera di un altro grande autore «maledetto», quel Pietro Aretino, flagello dei principi, che solo a Venezia trovò il luogo ideale per la sua inesauribile modernità e libertà di pensiero e di penna. Emblema del Rinascimento, ricco di idee, amori e nemici, il grande toscano che scelse Venezia per gli anni della sua maturità e che nella Serenissima diede i migliori frutti del suo ingegno nel teatro e nelle lettere, odiato in vita e ingiustamente vituperato nei secoli, era infatti ancora oggi negletto dalla cultura ufficiale e inviso al perbenismo. Per questo, continuando nell’impegno che contraddistingue la Compagnia de Calza nell’omaggio ai grandi spiriti liberi della storia della città, gli Antichi hanno deciso di riportare alla luce del presente l’uomo che fu il più scomodo e il più geniale dei suoi tempi, tributandogli un omaggio di cultura e di vita. Il primo di questi omaggi è stata una conferenza con alcuni tra i maggiori esperti italiani, che si è tenuta martedì 28 febbraio nella prestigiosa sede dell’Ateneo Veneto in campo San Fantin. Titolo della giornata, «Giù la maschera, storia del ritratto Pitti di Pietro Aretino», con una relazione con diapositive tenuta dal dott. Francesco Mozzetti, introdotto dal prof. Augusto Gentili e dal consigliere alle arti degli Antichi, Guerrino Lovato.

1995 - Vieni avanti Aretino

La seconda parte dell’omaggio a Pietro Aretino, più irriverente, più scanzonata, più scostumata, con una cena segreta in perfetto stile rinascimentale, si è svolta invece, la sera dello stesso giorno, per un selezionato gruppo di invitati, a Palazzo D’Audiffret sulle Fondamenta Nuove, sotto l’abile e raffinata regia del superbo padrone di casa, il Conte Emile Targhetta D’Audiffret, magnificamente abbigliato secondo i dettami della moda dell’epoca. «Vieni avanti Aretino, l’ultima cena di Carnevale» si intitolava la licenziosa serata in cui la Compagnia de Calza ha fatto rivivere i fasti e gli amori delle antiche cene rinascimentali veneziane, con la partecipazione di Pietro Aretino in persona, e di altri personaggi come Tiziano Vecellio, Jacopo Sansovino, Jacopo Tintoretto, Andrea Gritti, Lorenzo Veniero, Gaspara Stampa, Caterina Sandella, la Zaffetta, nobili, mercanti e altre Aretine.

1995 - Aretino a Milano

Dopo il successo veneziano, gli Antichi portano Pietro Aretino a Milano, nella splendida cornice di Palazzo Reale, per il gran finale del carnevale ambrosiano, sabato 4 marzo. È la ricostruzione storica e birichina di una cena in casa dell’Aretino, interpretato magistralmente dall’attore Norberto Midani. La serata, intitolata «Ragionamenti venetiani di Pietro Aretino», inizia con il racconto dell’Aretino di come sia fuggito a Venezia per scappare alla morte. Intanto i Compagni de Calza, che si muovono nel cortile, gli si fanno intorno. Poi, mentre inizia la cena, l’Aretino presenta al pubblico le sue cortigiane e le sue Aretine, e gli Antichi pregano il padrone di casa di ordinare alle cortigiane di esibire le loro grazie. A questo punto comincia una improbabile sfilata di biancheria erotica d’epoca. È il momento di illustrare il «Catalogo delle principali et più honorate cortigiane di Venetia» e di aprire il «confessionale erotico» in cui ciascuno deve confessare pubblicamente, alla Regina delle Cortigiane, i propri desideri e peccati veri e presunti. Dopo la cena, le musiche, le confessioni e la pacata riflessione sui ragionamenti dell’Aretino, l’eccitazione intorno alla tavola non più imbandita aumenta con il passar dei minuti. L’Aretino si scatena, racconta episodi via via più piccanti, gioca con le cortigiane e scherza con gli Antichi e con il pubblico. Fino al momento, nel cuor della notte e dei bagordi, della sua improvvisa dipartita. Che anziché suscitare lutto e silenzio, è un nuovo pretesto per lo scatenarsi delle danze fino all’alba.

1995 - Guerrino Lovato nuovo Priore

Cambio della guardia al vertice della Compagnia de Calza «I Antichi». Il 3 dicembre 1995 viene eletto un nuovo Priore, il terzo nella storia della Compagnia: è Guerrino Lovato, 37 anni, scenografo, storico dell’arte, contitolare del laboratorio di maschere e macchine teatrali «Mondonovo» di Venezia. Succede a Luca «Colo de Fero» Colferai che ha concluso il suo mandato, della durata di tre anni, e che ha avuto il non facile compito di reggere le sorti della Compagnia in un momento molto delicato, dopo la scomparsa dell’avvocato Paolo Emanuele Zane Cope Zancopè che l’aveva fondata nel 1980. Compito risolto brillantemente, tra molte difficoltà, e nonostante qualche defezione importante (come quella del Doge dei Nicoloti, Mario Andreoli, unico espulso dagli Antichi per fellonia), sostenendo che la Compagnia de Calza, priva del suo fondatore, non avrebbe più avuto alcun senso. Così non è stato. La maggior parte dei Compagni de Calza aveva infatti deciso di andare avanti.

Guerrino El Lovo Lovato, vicentino di Brendola di nascita ma veneziano di adozione, è stato eletto nell’assemblea dei soci della Compagnia riunita a San Maurizio sotto la presidenza dell’avvocato Edoardo Andreotti Loria detto Dodo. L’assemblea della Compagnia, che è stata tra i protagonisti della rinascita del Carnevale di Venezia - si legge in una nota diffusa nell’occasione - e per 15 anni ha messo in scena feste e spettacoli in varie città italiane ed estere, e che annovera tra i suoi soci numerose personalità del mondo della cultura, tra cui il regista Maurizio Scaparro, il professor Elmar Zorn cattedratico a Vienna, il direttore delle Feste Medievali di Brisighella Andrea Vitali, ha provveduto, in base allo statuto, anche al rinnovo delle cariche sociali. Nel nuovo Consiglio dei Savi, che è l’organo direttivo dell’Associazione, sono stati eletti: Maurizio Bastianetto, Jurubeba Bomfim, Mafalda Malpighi, Gianni Matteucci, Sandra Vigarani, ai quali si aggiunge, per diritto, il Priore uscente Luca Colferai. Nell’incarico di Camerlengo (segretario) della Compagnia è stato nominato Aldo Colferai. La Direzione artistica delle manifestazioni è stata affidata a Roberto Bob R. White Bianchin.

«Abbiamo l’ambizione di rappresentare quella parte di Venezia che non si vuole arrendere al ruolo di comparse» ha dichiarato il nuovo Priore, che nel suo discorso di insediamento ha annunciato una serie di iniziative tendenti a riscoprire e rinnovare il grande patrimonio culturale della città, attraverso il recupero «senza nostalgie» di forme antiche e dimenticate, e la proposta di forme nuove e originali, senza sterili sperimentalismi, ma nel segno «della cultura e del buongusto, dell’ironia e del divertimento, e quando serve della trasgressione e dello sberleffo».

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sabato 25 febbraio 1995

Venezia, Piazza San Marco

Omaggio agli Els Comediants

sabato 25 febbraio 1995

Venezia, Campo San Maurizio

Festival di Poesia Erotica, III edizione

Marti Grasso 28 febbraio 1995

Venezia, Ateneo Veneto

Giù la maschera

Marti Grasso 28 febbraio 1995

Venezia, Palazzo D’Audiffret

Vieni avanti Aretino

sabato 4 marzo 1995

Milano, Palazzo Reale

Ragionamenti venetiani di Pietro Aretino

domenica 3 dicembre 1995

Venezia, San Maurizio

Guerrino Lovato nuovo Priore